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Lore
Involucro della Tecnoprotezione
Per gli Spettri della classe dei guerrieri.
Petali di fiori e battiti di tamburo, trasportati dalla brezza. Colori vivaci e tessuti soffici, armature e semplici tuniche: civili e guardiani che si mescolano tra le strade, piccoli umani ed eliksni che gridano felici mentre rincorrono i giocosi Spettri.
Ikora resta in disparte dietro un paravento e osserva la scena. Non è una parata ufficiale: la sua presenza non è richiesta.
"Perché non ci uniamo comunque a loro?" Ofiuco lampeggia di proposito accanto a lei.
Ikora sa che ha ragione. Il Testimone è stato sconfitto. Il più grande nemico che la Città abbia mai affrontato, l'artefice del Crollo dell'umanità, neutralizzato. Dovrebbe sentirsi piena di speranza, contenta, in vena di festeggiare.
E invece, sente solo angoscia.
Per anni e anni la minaccia del Testimone li ha perseguitati. Come un'ombra che ricopriva l'intera Città, l'intero sistema solare, l'intero universo. Così vasta da eclissare qualsiasi altra minaccia.
E ora che non c'è più, davanti a lei si manifesta l'incertezza del futuro.
"La battaglia continua", risponde lei. "A volte, penso che non avrà mai fine." Non sarà certo lei a conoscerla, quella fine. Né Zavala o il Corvo. Forse nemmeno l'agente dell'Avanguardia, per quanto incredibile.
"Probabilmente no." replica Ofiuco ondeggiando. Poi, speranzoso, aggiunge. "Ma non tutto è perduto."
Una manina afferra e tira una delle maniche di Ikora. Lei abbassa lo sguardo e incontra gli occhi vispi di una bambina, che le porge un mazzetto di giunchiglie.
Per la prima volta in quella giornata, Ikora sorride.