Lore
Assaltatore
"Ti dispiacerebbe sparargli e basta?!?"
Ovviamente, qualunque cacciatore direbbe così. Come se non avessi un'alternativa più che buona.
Mentre bisticciamo dietro copertura, fasci di energia saettano tutt'intorno a noi.
"Senti, farò piazza pulita in 20 secondi."
"E se dovessero travolgerti? Ti aspetti che ci lanciamo alla carica, come niente, per salvarti?"
Sono gli stregoni a pensare a una via di fuga.
"Niente, non capite proprio", borbotto.
"Cosa?" gridano all'unisono, con frustrazione, nel baccano del campo di battaglia.
"Fammi indovinare", scherza il cacciatore, "non serve ricaricare i tuoi pugni."
Ridono tutti. È ora di metterli in riga.
"Lo spazio attraversato da un proiettile è un intervallo di disconnessione che non può essere coperto da un'arma da fuoco; nessuna potenza di fuoco ha modo di sostenere la responsabilità dell'impatto personale." Alzano tutti gli occhi al cielo, ma continuo.
"Non c'è alcuna distanza tra i miei pugni e il bersaglio, attratto da una manciata di scintille. È una cosa personale: un'ultima possibilità di stabilire un collegamento."
Silenzio.
"Vuoi stabilire un collegamento con l'alveare?"
Ok, la discussione è finita. Lascerò che siano i miei pugni a parlare.