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Armatura dell'artificio
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Lore
Mantello delle Contese
Bevi a grandi sorsi dalla coppa della vittoria.
Prak'kesh tamburellava nervosamente sul bordo della scrivania. Seduta di fronte a lui, Aunor Mahal lo fissava, in silenzio.
"Allora…" Prak'kesh si schiarì la gola. "Riguarda… i Giochi dei Guardiani?"
"Solo qualche domanda per te. Per entrambi."
Prak'kesh fermò le dita. "Io non ho uno…"
"È questione di correttezza", disse Aunor pacatamente. "Non sei l'unico coinvolto, qui."
"Ma io…"
Un piccolo bagliore di Luce fece capolino dalla spalla di Prak'kesh: il suo Spettro si manifestava fisicamente per la prima volta da mesi. Ondeggiò a mezz'aria in un saluto nervoso.
"Ascolta", disse Prak'kesh. "Non abbiamo fatto niente di male. Non puoi tirarci in ballo perché abbiamo scelto il pensionamento anticipato."
"Vi ho tirato in ballo perché vi siete associati a noti elementi criminali, sia dentro sia fuori dalla Città." Aunor tolse un po' di polvere dalla scrivania con le dita guantate. "Sai qual è la pena per chi se la intende con gli esiliati?"
"Ehi! Io non c'entro niente con quella storia dei lestidi. Ricevo donazioni da ogni dove. P-Parla con chi è a capo della sicurezza dell'Hangar."
"L'ho fatto", disse Aunor. "Ora tocca a te."
Prak'kesh e il suo Spettro si scambiarono un'occhiata. "Ma… noi veramente… Accettiamo solo scommesse. Distribuiamo i premi."
"Solo qualche domanda, come dicevo."
"C-Cosa vuoi sapere?"
Aunor si sporse in avanti.
"Raccontami da quanto tempo tu e il Ragno lavorate insieme."