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ARTIGLI DEGLI STRAZIATI

Leggenda / Titani / Gambe / Leg Armor

- Che la mente si frazioni nelle numerose sfaccettature di pensiero a cui così ardentemente anela -

Fonte: "Dottrina dilaniata".

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Lore

Artigli degli Straziati

- Che la mente si frazioni nelle numerose sfaccettature di pensiero a cui così ardentemente anela -

Il materiale di questa armatura è intriso di ricordi risonanti. Tra le falde forgiate che la compongono si cela la straziante origine dei terrori.

La Voce apre una cicatrice di Oscurità nel Pallido Cuore… Una Luce opprimente preme sulle sue pareti, come un insieme di anticorpi. È solo una delle tante ferite del Viaggiatore, in cui la sua essenza si è piegata alle parole del Testimone.

Qui, una parola di dissenso si è separata dal Testimone (simile a questi nella forma e nel lignaggio), e qui è rimasta, tenuta prigioniera da ciò a cui una volta apparteneva.

"Cosa speri di ottenere da sola, piccola voluta di fumo?"

"Smaschererò le tue false promesse." Il sussurro di dissenso si insinua tra le parole del Testimone. "E la mia voce non è sola."

Le parole del Testimone divengono affilate come lame. "Hai deviato dal nostro scopo. Non meriti più questa forma."

Il sussurro si trasforma in un sibilo. "Non puoi tenerci nell'Oscurità."

"Lo vedremo", risponde il Testimone. "Nelle tue emozioni c'è… conflitto. Nei tuoi pensieri, confusione."

Il Testimone si rivolge a ogni impulso frammentato nella parola di dissenso, incatenando ognuno di essi a una forma nell'Oscurità, manifestandoli tramite Luce traviata. La Voce li chiama a sé.

La parola di dissenso tenta di controbattere, ma dalla sua bocca fuoriesce soltanto uno spettro, bestiale e strepitante, che emette fluidi e grida gorgoglianti.

"Il tempo della penitenza è finito."

È il primo di molti. In aria si riversa un nugolo di arcigni, creature distinte e asservite agli ordini del Testimone; ognuno produce stridii simili alle urla strozzate dell'entità da cui sono fuoriusciti.

"Espelli, finché non rimarrà nulla."

Una parola di dissenso viene dilaniata, sprigionando una nube di arcigni. Questi si scambiano sguardi vuoti, comprendendo il loro tetro scopo, mentre la loro lucidità svanisce nell'istinto.

***

Nel giro di poco, il cielo viene oscurato da una moltitudine famelica. Le grida gutturali degli arcigni emulano lamenti gorgoglianti e suppliche soffocate.

Quando la colonia si ferma nello stesso punto, o si sposta all'unisono all'interno del Pallido Cuore, i suoi componenti sembrano quasi ricordare il caldo rifugio di carne che un tempo, insieme, chiamavano casa; una connessione più profonda tra di loro. Un singolo nucleo. Come se prima di questo esodo fossero stati un unico essere.

Ne sono alla costante ricerca, raggruppati attorno alle cicatrici oscure che, sempre più numerose, sfigurano il Pallido Cuore… attratti da una qualche familiarità latente. Volano in circolo sopra muti sussurri, mentre il loro stormo si accresce.

Ma ora che i guardiani hanno iniziato ad abbatterli, la colonia perde parti di se stessa. I ricordi sbiadiscono ancora di più. Colonie diverse si mescolano, e quella familiarità latente regredisce in istinto e abitudine. Il senso di riconoscimento si erode e sfuma nell'oblio.

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