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Lore
Disco dati criptato
Avanti, Lou. Parlami.
È autunno, un giovedì, nove chilometri sopra il bersaglio. Fabbrica di cuscinetti a sfera. Louis Yero non riesce a vedere dall'occhio sinistro. Sangue. Non suo. Di Walter. Raffica di una 20 millimetri da ore 2 in basso, la sfortuna del primo ufficiale. Il vento (1.800 chilometri orari che sferzano un viso giallo e pallido, impassibile e freddo) lo porta via mentre la radio dice…
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Lodi raggiunge infine il deserto di sabbia argentea. Si accascia su una duna scintillante. Intona una canzone sui suoi sogni, illuminato da una luce solitaria che viene dall'alto, la folla sorride a colpi di flash nei suoi occhiali scuri.
Gli vengono mostrate molte cose dinanzi a una gigantesca onda in avvicinamento. Vede stelle, i loro tuorli tremuli di plasma nucleare che fuoriescono da una ferita lunga mille milioni di chilometri.
Lodi vede rosso. Viene scagliato indietro.
La radio dice…
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"Lou, resisti. Non cadere giù da quella maledetta carretta." Ha il (vivido idrogeno liquido) di Frankie su tutte le mani. Le (cinghie magnetiche) si rovesciano fuori dalla tuta di Frankie, Louis non riesce a contenerle. "Dimmi dove devo andare, Lou. Sto volando alla cieca. Devi navigare tu, Lou."
Louis si mette la mano sulla cuffia con microfono e Lodi dice…
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"Stavamo lavorando a un modo per preservare i dati per l'eternità: la bomba e tutto il resto. Prima, le schede perforate. Poi, magneti e dischi. Più avanti, da quanto ho capito, abbiamo usato la luce. Il mio preferito era il quipu: un linguaggio fatto di nodi e corde. Ma non sarebbe sopravvissuto all'apocalisse."
"Di che parli, quattrocchi?"
"La tua visione, signor Ramingo. Quello che i Nove ti hanno mostrato. Ne ho visto un frammento anch'io. La trasmissione non era perfetta, ma era sufficiente. Mettiamoci all'opera sulla tua intuizione."