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MARCHIO DEGLI ATTENDENTI

Leggenda / Titani / Corazze di classe / Titan Mark

- Sospendi il momento finché l'eternità non sarà diventata una prigione di violenta positività -

Fonte: "Dottrina dilaniata".

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Lore

Marchio degli Attendenti

- Sospendi il momento finché l'eternità non sarà diventata una prigione di violenta positività -

Il materiale di questa armatura è intriso di ricordi risonanti. Tra le falde forgiate che la compongono si cela la straziante origine dei terrori.

Lo psionico Uolot si adagia sulle calde sponde di Torobatl… Attorno a lui non c'è altro che immutabile serenità. Nei suoi ricordi esiste solo questo momento. Il tempo si è fermato appena dopo le cause e appena prima degli effetti, congelato in uno stato di eterna salvezza.

Molak'Al, Soggiogatrice del Viaggiatore, percorre le distese del Pallido Cuore, travolgendo giovani piante che tendevano al cielo; trasporta cumuli di carne non plasmata tramite verdeggianti catene di sospensione, assicurate all'impugnatura della sua lancia. Raggiunta una ciste nel monolite del Testimone, riversa la carne all'interno della sua fossa. Dal terreno, gocce di Luce cadono nelle profondità, come sangue fuoriuscito da una vena.

Il Testimone ricolma la ciste di Oscurità. "Carne sacrificale con cui costruire una nuova forma."

Uolot viene scosso da un tremito quando il suo corpo riconosce ciò che la sua mente non ha compreso. Il luogo in cui si trova non è reale, non è uno psicomondo, non è una simulazione. È una sospensione, una vita legata a un filo e dissezionata. Uolot distoglie lo sguardo dalla riva e lo sposta sul cielo. Ricorda che quello è il giorno in cui cadde Torobatl, consumato dalle fauci dell'alveare, affilate come spade. Ma quel momento non sopraggiunge. Non dovrà mai fuggire. Non dovrà mai sopportare dolore e tradimento, non dovrà mai scegliere. Rimarrà soltanto il preludio del pericolo: la paura di un momento che non arriverà mai.

Fuori dalla ciste, Molak'al rimane nell'ombra del Testimone. È circondata da una miriade di forme incomplete di uno psionico, Uolot. Alcune assumono sembianze di vergogna, lutto o rimpianto. Altre, di rabbia e violenza. Ma ognuna è il risultato di una scelta compiuta e delle sue conseguenze. Un sistema imperfetto di disequilibrio causale.

Molak'al attende in silenzio, mentre il Testimone muove le dita come bisturi sul corpo dello psionico, scosso dalle convulsioni; asportando sezioni di Uolot e segregandole in eleganti falsificazioni dell'esperienza, la loro dolorosa purezza preservata dall'onta del contingente e del contestuale. Ognuna di esse un momento estrapolato per essere riplasmato.

"Da questo dolore collettivo intaglieremo per te una forma di immutabile resilienza."

Le forme incomplete vengono avvolte dal gelo della stasi, le loro mancanze vengono ricolmate, attingendo dalla mente immobile che è stata la loro origine, conservata in eterno. Il Testimone esegue un gesto verso ogni forma con le sue numerose mani. Le forme frantumano i propri vincoli e vengono a esistere, frammenti congelati di una mente ormai dimenticata.

"Voi. Guerrieri del dolore nati dalla salvezza. Divenite nostri attendenti."

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