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Lore
Grifone
ATTENZIONE - FERMATE FREQUENTI
Una cascata di scintille si riversa a fontana sul pavimento dell'Hangar. Niik sbatte le palpebre un occhio alla volta, tenendo comunque sempre almeno due occhi aperti sul movimento del tagliaplasma. I pezzi di metallo deformati cadono fragorosamente finché, a un certo punto, spegne la torcia.
Alle sue spalle, un cigolio di metallo eccessivamente sollecitato, seguito dallo stridio esasperato di una saldatura che cede. Si volta giusto in tempo per vedere Zahn'ra che strappa brutalmente l'armatura fusa nella gamba di un bipode.
L'enorme ingegnera incrocia lo sguardo di Niik. "Che c'è?" borbotta.
"Chi ti ha insegnato a trattare le macchine in quella maniera?" le risponde Niik con un cinguettio scherzoso, incitando l'amica a una risata.
Zahn'ra però, resta in silenzio. Abbassa lo sguardo e fissa il metallo che ha tra le mani; vede l'ombra di due mani più grandi che guidano le sue.
"Un vecchio brontolone", replica infine. Queste parole, però, non concordano con l'espressione sul suo volto, con quell'arco declinato disegnato dalla sua bocca.
Niik mette da parte gli attrezzi. Riconosce il piglio della compagna di lavoro. Una dolcezza pungente: la gioia del passato macchiata dalla tristezza presente. Con la sua battuta innocente ha rievocato qualcosa di delicato.
Una volta Holliday le disse che, in certe circostanze, il silenzio può peggiorare la situazione. L'unica soluzione è romperlo. Niik fa un bel respiro.
"A volte penso a Holliday", afferma. "Quando sono qui, a volte penso che… sia nei paraggi. Che da un momento all'altro mi raggiunga e che tutti torni come prima."
Zahn'ra lascia finalmente il metallo, che cade con un tonfo. Non c'è pezzo che non sia più grande di Niik. "Allora perché ritorni qui?"
L'eliksni alza lo sguardo verso il soffitto dell'Hangar. "La felicità può mescolarsi alla tristezza. Ma è sempre meglio che dimenticare."
Zahn'ra non sembra convinta. "A volte, io preferirei dimenticare."
"Eppure, hai mantenuto il tuo nome." Niik le rivolge uno sguardo comprensivo. Zahn'ra grugnisce, poi passa il dito sull'intarsio dorato di una sua zanna.
"Beh, sì, mi ha insegnato qualcosa di utile. Su! Questi catorci non si rompono da soli." Zahn'ra dà un calcio all'ultima pila di rottami deformati. Niik sorride.